Museo del Clima

I primi studi sul cambiamento del clima. Siamo nel 1950.

Un illustre meteorologo americano, Hurd Curtis Willett (01 gennaio 1903 – 26 marzo 1992), condusse nel 1950 l’andamento termico della superficie terrestre. Lo fece esaminando i dati di 129 stazioni meteorologiche sparse su tutto il pianeta per il periodo di 50 anni, dal 1890 al 1939.

Dai suoi studi constatò l’aumento di temperatura in tutte le stazioni meteorologiche prese in esame, più marcato in inverno alle alte latitudini dell’emisfero boreale, addebitando la causa alla maggiore frequenza nella posizione degli anticicloni invernali sull’Eurasia e sul Nord America.

Il meteorologo Willett confermò, pertanto, che non si aveva la minima prova di una qualunque influenza umana sui cambiamenti termici, neanche nei luoghi situati in regioni popolose e in via di sviluppo industriale. Per Willett, quindi, la causa era da attribuire esclusivamente alla ciclicità climatica che regola l’andamento termico dalla nascita del nostro pianeta, dai periodi di glaciazione a quelli di surriscaldamento.

Siamo nel 1950, quando ancora nulla era evidente ma si poteva solamente ipotizzare ci fosse una causa antropica relativa ai cambiamenti termici e affermarlo era certamente un rischio di incomprensioni o di blasfemia che nessuno scienziato era disposto a correre. C’è da aggiungere che a metà del secolo precedente non vi erano ancora associazioni o comitati di studio che raggruppassero scienziati per una esposizione condivisa delle ricerche effettuate, ma ogni studio era relegato a singoli scienziati.

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