Il punto dell’inverno…parte finale

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Salve a tutti, nell’articolo precedente di circa un mese fa eravamo rimasti ad una possibile fase fredda di natura artico-continentale, ipotizzabile nella prima parte di Febbraio, e difatti, ne prendo spunto citando il “passaggio” scritto il 22 Gennaio:

“In conclusione, per ora, tenendo conto di quanto sopra descritto, dovremmo apprestarci a vivere un fine gennaio decisamente più freddo, piovoso e nevoso sulla media collina per aria principalmente polare marittima, con possibili poi, interazioni di aria di natura artico-continentale nella prima decina del mese di Febbraio.”

Ebbene, possiamo affermare che la linea di tendenza era stata inquadrata, ovviamente con i dettagli che poi tutti abbiamo potuto osservare.

Nella prima parte di Febbraio abbiamo assistito ad una fase fredda che ha tenuto le temperature su valori decisamente invernali, diverso invece, il discorso precipitativo. Ci aspettavamo un pò tutti infatti delle precipitazioni nevose che avrebbero imbiancato in alcuni casi anche la pianura, ma che, alla fine dei conti si sono rivelate molto scarse e al di sotto quindi delle previsioni. Potremmo attribuire questa mancata realizzazione probabilmente ad una diversa disposizione delle correnti(per questo si consiglia sempre di restare aggiornati fino all’ultimo) proprio nelle ultime ore prima dell’evento, che partendo di per sè già più secche del previsto, hanno contribuito anche di non permettere alla colonna d’aria di umidificarsi a dovere per le formazioni di nubi capaci di caricarsi poi di precipitazioni.

Il mese di Febbraio comunque, ha continuato dopo una prima decade mediamente più fredda, ad essere nella sua linea decisamente più anticiclonica con giornate di sole e temperature nella norma, per poi divenire piuttosto umido e piovoso nella sua seconda parte.

Cercando adesso di tracciare una linea di tendenza dobbiamo anche tener conto che giungiamo ormai al termine della stagione invernale (che ricordo si conclude proprio sul finire di Febbraio, infatti sappiamo tutti che il 1 Marzo inizia la primavera meteorologica, per poi divenire ufficiale al suo inizio astronomico il 21 Marzo con il suo equinozio).

Potremmo abbozzare però, proprio tenendo conto di cui sopra, che l’inizio di Marzo in genere non è sempre ascrivibile a fasi belle e soleggiate già per statistica, e poi perchè, il Vortice Polare nel finire stagionale, si mostra in genere più debole e facilmente attaccabile, tendenzialmente capace di arrecare ancora episodi freddi a basse latitudini prima della sua definitiva dipartita. Quest’anno poi, il suddetto vortice si mostra più forte del solito, creando i presupposti per condizioni atmosferiche generalmente più movimentate a livello emisferico, e quindi potrebbe probabilmente condizionare buona parte anche della primavera rendendola più fresca e piovosa della media(ma su questo ci ritorneremo).

 

In conclusione, tenendo conto dei modelli matematici, possiamo affermare che la prima decade di Marzo possa partire in maniera più invernale che primaverile, con diverse ripartenze dell’anticiclone azzorriano in senso meridiano e discese fredde sul suo lato orientale dirette principalmente verso il centro-sud adriatico e chissà, magari addirittura più produttive di inizio Febbraio, in un contesto di inverno vissuto comunque nella sua quasi totalità tendenzialmente nella media climatica per i nostri territori.

 

Un caro saluto ai nostri lettori

 

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