Cambiamento climatico e flora delle montagne

Uno studio europeo pubblicato su Science dimostra che le piante di montagna in tutto il continente si stanno muovendo ad altitudini più elevate. Questo si traduce spesso in un aumento del numero di specie poste sulle cime più alte, dal momento che numerose piante colonizzatrici provenienti da altitudini più basse iniziano a soffermarsi in cima. Questo studio, basato su indagini dettagliate effettuate dal 2001 al 2008 su 66 vette distribuite tra Nordeuropa e Mediterraneo meridionale, guidate dall’Accademia Austriaca delle Scienze e l’Università di Vienna, mostra, tuttavia, che tale spostamento verso l’alto può portare in seguito ad una riduzione nella ricchezza di specie.

L’aumento del numero di specie e’ stato riscontrato solo sulle cime del nord e centro Europa. Al contrario, il numero di specie è risultato stagnante o in calo in quasi tutti i siti della regione del Mediterraneo. Ciò è preoccupante, perché queste sono montagne con una flora davvero unica. Molte specie presenti su tali cime vivono solo lì e in nessun altro luogo sulla Terra. ”

Sulle vette del nordeuropa stanno invece proliferando diverse specie vegetali. Di conseguenza si potrebbe ipotizzare di essere di fronte ad habitat ideali per i fiori alpini. In realtà così non è perché le nuove piante comparse di recente sono prevalentemente le specie più diffuse di altitudini più basse, che si porranno in crescente competizione con i piu’ rari fiori alpini amanti del freddo.

Le cime più alte delle montagne del Mediterraneo sono caratterizzate da piccole macchie di “habitat freddi”, distribuite come isole su un mare di pianure molto più calde. Zone di pianura e di montagna sono esposti al classico clima secco estivo. Nelle quote più elevate, le precipitazioni cadono soprattutto come neve durante l’inverno e la primavera e la neve sciolta è cruciale per l’approvvigionamento idrico delle piante di montagna durante la crescente stagione arida.

Le perdite di specie risultano più pronunciate sulle cime più basse, dove le piante tendono a soffrire prima di carenza idrica rispetto alle vette più alte e quindi più nevose. Riscaldamento climatico e  diminuzione delle precipitazioni nel Mediterraneo nel corso degli ultimi decenni sono fattori che spiegano bene il modello di contrazione delle specie.

Gli impatti del cambiamento climatico, attraverso il riscaldamento e in combinazione con una maggiore siccità, rischiano di minacciare le piante alpine, non solo sul continente, ma anche a livello mondiale. Un certo numero di piante di montagna piante può resistere o trovare habitat sostitutivi freddi da qualche parte in un terreno accidentato di montagna. Il monitoraggio continuo delle specie sarà di vitale importanza per il tracciamento continuo dell’impatto ecologico sulla diversità della flora alpina.  (University of Vienna. “Accelerating climate change exerts strong pressure on Europe’s mountain flora.” ScienceDaily, 19 Apr. 2012)

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